Anzio: Natura

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Riserva Naturale Regionale di Tor Caldara 
L'area si estende per 44 ettari e rappresenta quel che resta della Selva di Nettuno, originariamente estesa tra Torre Astura, Tor S. Lorenzo e Campo di Carne. 
Tor Caldara costituisce uno degli ultimi lembi residui di foreste delle pianure costiere laziali, con un enorme valore documentario. Tra le specie più rappresentative di questa formazione la sughera, con splendidi esemplari, assieme al leccio, l'orniello, la farnia, il farnetto e sulle sponde di un piccolo corso d'acqua, l'ontano. 
L'area di Tor Caldara, che deve il nome ad una torre di avvistamento, ospitò un cantiere estrattivo dello zolfo che ha determinato la formazione di un vasto ambiente sterile dovuto all'accumulo dei materiali di risulta degli scavi. Divenuta con il tempo paesaggio di rara bellezza, dovuta al forte contrasto tra le nude superfici del detrito ed il verde rigoglioso del bosco, questa zona ospita i nidi del gruccione, mentre gli acquitrini stagionali attirano i limicoli, le anatre, l'airone cenerino, la garzetta e la nitticora.
Nell'area sono inoltre presenti manifestazioni idrotermali che generano le sorgenti sulfuree. 
Nel lato che dà sul mare si trova la torre di avvistamento medievale, ma scavi archeologici testimoniano un insediamento di epoca romana, che alcuni ritengono possa essere la villa di Mecenate.