Ardea: Storia

Il paleolitico
Il territorio ardeatino, ricco di corsi d’acqua, sorgenti, boschi, offriva all'uomo primitivo un ambiente favorevole alla vita e alla sopravvivenza. 
Una grossa amigdala conservata nel Museo Civico di Albano, testimonia la presenza dell'uomo di Neanderthal ad Ardea sin dalla penultima glaciazione (Riss), oltre 100.000 anni fa. 
 
I Rutuli
Gli antichi ricollegavano l'origine etnica dei Rutuli al popolo etrusco: per l'affinità della lingua con quella parlata, furono anch'essi ritenuti Tirreni, vale a dire Etruschi. 
Nell'XI secolo a.C. gli insediamenti sul territorio erano formati da villaggi composti da piccoli gruppi di capanne. La posizione geografica di Ardea consentì ai Rutuli di controllare le vie degli scambi commerciali e culturali tra l'Etruria e la Campania, tra la costa e l'entroterra laziale. 
 
La Società Urbana dei Rutuli
Questa situazione portò grandi trasformazioni che culminarono nel VII secolo a.C. con la formazione della città. L’aumento della popolazione incrementò lo sviluppo del commercio, dell'artigianato locale e dell'agricoltura. Secondo C. Ampolo, nel VI secolo Ardea aveva una superficie urbana di 40 ettari, un territorio di 198 Kmq (4 volte quello attuale), una popolazione presunta di oltre 8.000 abitanti. 
 
Ardea contro Roma
Tito Livio racconta che per impadronirsi del territorio e delle ricchezze dei Rutuli i Romani attaccarono Ardea durante il regno di Tarquinio il Superbo. 
I Rutuli respinsero l'assalto dei Romani e dopo la caduta della monarchia a Roma la guerra si concluse con un trattato di pace. Nel IV secolo a.C. la città venne assediata dai Galli. Dopo averli sconfitti sotto le mura della città, i Rutuli, guidati da Furio Camillo, liberarono Roma. 
In età imperiale una nuova colonizzazione si insediò ad Ardea in conseguenza delle vicende storiche ed economiche dell'Impero Romano. 
 
Castrum Ardeae
Ai monaci benedettini di San Paolo papa Gregorio VII concesse numerosi beni. Con la stessa bolla il pontefice concedeva ai monaci la chiesa di San Lorenzo, situata in prossimità del mare. Il rapido sviluppo di Ardea si deve, da una parte, alla cessazione delle incursioni musulmane; dall'altra, al completo spopolamento delle domus cultae vicine, i cui abitanti si concentrarono definitivamente ad Ardea sotto la protezione degli influenti e ricchi monaci. Divenuti padroni di Ardea, questi edificarono la chiesa di S. Pietro. 
 
Ardea Feudo dei Colonna
Nel 1421, 700 abitanti di Ardea prestarono giuramento di vassallaggio al nuovo padrone del feudo ardeatino. Martino V concesse molti doni e privilegi alla comunità ardeatina: privilegi che furono revocati dai pontefici avversari dei Colonna. 
Durante il pontificato di Alessandro VI Borgia, nemico dei Colonna e degli Orsini, Ardea fu espugnata dai soldati del papa. Nuovo barone divenne Rodrigo Borgia, nipote del papa e figlio della famosa Lucrezia Borgia. 
Alla morte di Alessandro VI i Colonna ritornarono ad Ardea. 
Nel 1564 Marcantonio Colonna vendette il feudo a Giuliano Cesarini. 
 
Il Comune di Ardea
Dal 1809 al 1814 "Il Comune" di Ardea fece parte dell'impero napoleonico. 
Nel 1816, a seguito della Restaurazione, con una popolazione ridotta ormai ad un centinaio di persone, perse l'antica indipendenza comunale e divenne un "appodiato" (frazione) di Genzano. 
Durante il ventennio fascista coloni dell'Opera Nazionale Combattenti si insediarono sul territorio contribuendo alla sua bonifica.