Fiumicino: Storia

Il Borgo Valadier
Il borgo marinaro di Fiumicino nacque tra il 1823 e il 1828 su progetto non completamente realizzato di Giuseppe Valadier. Costruito con materiale recuperato dall'antica città di Porto, il Borgo comprendeva una chiesa, una dogana, un ufficio postale, una fabbrica per la sanità, un albergo, molte osterie e una fila di abitazioni. L'intero complesso è rimasto negli anni ben conservato e appare come lo disegnò Valadier, poiché non sono mai stati effettuati lavori tali da comprometterne l'aspetto originario. Il Comune di Fiumicino oggi ha sede in quella che fu la Fabbrica della Sanità. 
 
La Chiesa di Santa Maria della Salute 
Fa parte del progetto disegnato da Valadier. A pianta centrale, con grande cupola leggermente ribassata, presenta una facciata neoclassica con colonne e timpano. 
 
Torre Alessandrina
E' una delle tante torri erette sulle coste dello Stato Pontificio per proteggere il territorio dalle invasioni nemiche. 
A causa del continuo avanzare della costa, nel 1773 papa Clemente XIV dovette realizzare una nuova torre, che dal suo nome fu detta Clementina. Torre Alessandrina perse così il suo ruolo di posto di guardia. Verso il 1818 le venne affiancato un palazzetto a due piani per il servizio di dogana. In seguito, tra la Torre Alessandrina e la Torre Clementina, nacque il nuovo borgo di Fiumicino. 
Oggi Torre Alessandrina è inglobata tra due costruzioni. Recenti studi storici e strutturali sostengono tuttavia che l'edificio attuale costituisca semplicemente un elemento ornamentale del palazzo della dogana. Questo, infatti, non era a ridosso della Torre Alessandrina, ma solo collegato ad essa da un corridoio. Inoltre grandi differenze nella posizione della torre rispetto al fiume hanno portato gli studiosi a ritenere che Torre Alessandrina non sia quella che si trova sul palazzo della dogana. 
 
Torre Clementina
La torre si trovava su via della Torre Clementina nell'area antistante il ponte mobile pedonale e, malgrado sia stata distrutta dai tedeschi nel 1944, fa parte della memoria collettiva degli abitanti del luogo, tanto da costituire ancora il simbolo del capoluogo costiero. 
Fu fatta costruire per ordine di papa Clemente XIV nel 1773. A base quadrata, misurava 10 metri per lato; l'ingresso era rialzato e vi si accedeva attraverso un ponticello levatoio. Sui quattro lati sporgevano le bocche dei cannoni a difesa del porto. 
 
Torre Niccolina
Poco prima del ponte levatoio Due Giugno, in una proprietà privata, è visibile Torre Niccolina o "Diruta" o "Torraccia dello Sbirro". Fatta edificare nel 1450 per volere di papa Niccolò V, da cui deriva il nome, la torre sorgeva in prossimità del canale artificiale di Fiumicino (ora a circa due chilometri dal mare). 
L'appellativo di "Torraccia dello Sbirro" deriva dal fatto che i torrieri incaricati dalla Reverenda Camera Apostolica spesso la cedevano ad altri, che tiranneggiavano gli abitanti in cambio di protezione. Per il continuo avanzamento della costa, la torre fu abbandonata e si ridusse ad un rudere: comparve così l'appellativo di "Diruta". 
Fu completamente ristrutturata nel 1567 sotto il pontificato di papa Pio V. 
 
Torre di Maccarese
La Torre di Maccarese, nota anche come Torre Primavera, è a pianta quadrata, alta 15 metri e fu edificata per volere di papa Pio IV, probabilmente sui resti di una vedetta precedente. Situata in prossimità della foce dell'Arrone presso la pineta Primavera, è attualmente visitabile solo all'esterno. 
 
Torre di Palidoro
Sorta a difesa dalle incursioni saracene, fu eretta su fondazioni romane ed era collegata al castello di Palidoro. Fu ripristinata nella seconda metà del Cinquecento per conto del Pio Istituto di Santo Spirito, che ne era proprietario, e subì vari rimaneggiamenti fino ai recenti restauri. 
 
Torre di Pagliaccetto
In località Torrimpietra, arroccata su una roccia a picco sul fosso Tre Denari, è visibile la Torre di Pagliaccetto. Il nome deriva da una leggenda popolare: si narra che Pagliaccetto, fattore del principe Falconieri, avesse poteri magici e tenesse al suo servizio novantanove folletti; licenziato dal suo padrone, Pagliaccetto si fece seguire da tutti gli animali della fattoria e insieme a loro si gettò in mare scomparendo tra le onde. 
La torre, alta circa 12 metri, serviva per l'avvistamento e la difesa del borgo; l'aspetto attuale risale ai rifacimenti del XVI e XVII secolo. 
 
Il sito archeologico di Torrimpietra
In prossimità della Torre di Pagliaccetto sono stati portati alla luce fossili e utensili in selce risalenti al Pleistocene (Era quaternaria). 
Attualmente il sito è sotto la tutela della Soprintendenza per l'Etruria meridionale; i reperti prelevati sono conservati a Roma nel Museo Nazionale Preistorico e Etnografico Pigorini, nel quale è stata loro dedicata una stanza apposita, mentre studi e ricerche vengono portati avanti tramite il Musis e la collaborazione della Scuola media statale di Torrimpietra, che cura le visite al sito. 
 
Gli scavi archeologici di Maccarese
In località Le Cerquete l'Università di Roma "La Sapienza" ha effettuato degli scavi che hanno portato alla luce un villaggio di epoca eneolitica. 
Purtroppo non è possibile visitare il sito, poiché viene ricoperto a conclusione di ogni campagna di scavi .