Ladispoli: Storia

ALSIUM 
Alsium venne distrutta nel VI secolo dopo essere stata posta in assedio da Totila nel corso della guerra greco-gotica. Vi sorse quindi il castello di Palo. Il castello fu feudo degli Orsini e venne acquistato nel 1693 dagli Odescalchi; passò quindi per vendita al duca Grillo di Genova e al marchese Carlo Loffredo di Treviso, per tornare quindi ancora agli Odescalchi nel 1870. 
Nel 1884 Livio Odescalchi fece donazione del possedimento di Palo al figlio secondogenito, Ladislao, che prese residenza nel castello. Intorno a questo era cresciuto un piccolo borgo e per allontanarne gli abitanti e i villeggianti, il principe Odescalchi fondò nel 1888 la cittadina che da lui prese il nome, in una striscia di terreno tra i torrenti Vaccina e Sanguinara. 
L'ubicazione della città e del successivo castrum romano sono tutt'ora sconosciute, anche se si è portati a farle coincidere con la tenuta del Castello Odescalchi. Ben poco si conosce del periodo etrusco, le prime notizie relative alla città di Alsium risalgono al 247 a.C., anno in cui tutto il territorio circostante venne sottratto dai Romani agli Etruschi. A partire da Cicerone, che per primo ricorda la presenza del porto in occasione della visita di Cesare nel 46 a.C., la città di Alsium è ricordata soprattutto per la presenza di una grande villa imperiale appartenuta, forse, all'imperatore Elagabalo. L'ultimo a descrivere il territorio alsiense è il prefetto di Roma e poeta Rutilio Namaziano che, navigando lungo la costa alsiense, non può fare a meno di notare le grandi ville che avevano sostituito la piccola fortezza di una volta. 
Le uniche presenze antiche che oggi possiamo distinguere sono degli edifici correlati al porto ed un molo proprio sotto delle mura del Castello.