Ostia: Natura

Parco di Castel Fusano
Ampio 1100 ettari, il Parco di Castel Fusano è caratterizzato dalla presenza di diversi tipi di ambienti tipici dell'area costiera del Mediterraneo. Su un substrato sabbioso, dovuto al succedersi di dune formatesi durante la progradazione del delta Tiberino, si alterna una vegetazione arborea dominata dai pini domestici e dai lecci, ma non mancano caratteristici gruppi di pino marittimo, pioppi, olmi. 
Il sottobosco è caratterizzato dall'abbondante presenza di pungitopo e ciclamini. 
 
La fauna è composta soprattutto da volpi, martore, tassi, istrici, cinghiali e caprioli. 
Tra le numerose specie di uccelli che frequentano il Parco troviamo merli, pettirossi, capinere e, tra i predatori notturni, allocchi e civette. 
 
I principali danni all'ecosistema del parco sono legati a comportamenti errati dell'uomo. Altri problemi sono i tensioattivi (fosfati derivati dallo scarico dei detersivi nei corsi d'acqua) che giungono dal mare, portati dal vento; l'abbassamento delle falde freatiche, che in seguito alla bonifica ha portato alla riduzione degli stagni; la mancata piena attuazione della Legge Regionale del 1980 con la quale è stato istituito il Parco di Castel Fusano. 
 
La bonifica
Dopo l'Unità d'Italia, il nuovo governo nazionale concentrò la propria attenzione sulla bonifica del territorio, che nel corso dei secoli si era trasformato in una palude infestata dalla malaria. Il primo passo della bonifica consistette nella separazione delle acque alte, che furono convogliate fino al mare per mezzo di canali scolmatori, da quelle basse, sollevate con idrovore; contemporaneamente si procedette alla realizzazione dell'argine del Tevere per evitare l'inondazione periodica degli stagni. L'opera dei lavoratori ravennati, che avevano ottenuto la concessione dei lavori in subappalto, poté dirsi definitivamente conclusa solo nel 1889, quando entrarono finalmente in funzione le macchine idrovore.