Ostia: Storia

Ostia Antica
Ostia trae il suo nome da Ostium, bocca del fiume. E' qui, infatti, che un tempo il Tevere terminava il suo corso prima di gettarsi nel Mar Tirreno. Un'inondazione verificatasi nel 1575 cambiò il corso del fiume sacro ai romani, spostandolo di circa due chilometri. 
La leggenda fa risalire la fondazione della città, prima colonia dei romani e primo porto fluviale in Italia, al quarto re di Roma, il sabino Anco Marzio. Ricerche archeologiche hanno però rilevato una cittadella fortificata, il castrum, risalente al IV secolo a.C. 
E' certo, comunque, il ruolo di primo piano che Ostia ha ricoperto nella storia di Roma dal punto di vista logistico e militare. Porta del Tevere, per molti secoli via di comunicazione primaria, e porta del Tirreno, che ha sempre avuto un'importanza fondamentale per la politica commerciale e militare romana. 
Proprio queste caratteristiche hanno fatto sì che Ostia fosse una città cosmopolita: i suoi abitanti erano, a seconda della professione, raggruppati in sodalizi, con lingue e religioni differenti. Ne sono testimonianza i templi dedicati oltre che a divinità locali, a Mitra (persiana), Cibele (frigia), Iside (egiziana). Recente è anche la scoperta di una sinagoga. 
 
Il porto
Il vero porto di Ostia fu quello costruito da Claudio, nei pressi dell'attuale aeroporto internazionale di Fiumicino, più tardi ampliato da Traiano con un bacino esagonale scavato nel retroterra e collegato al primo tramite una fossa artificiale (l'attuale canale di Fiumicino). Il porto accrebbe la ricchezza ed il prestigio della città, che sotto l'impero di Adriano arrivò a contare oltre 100000 abitanti. 
Dopo l'autonomia amministrativa concessa da Costantino, Ostia iniziò il suo declino insieme a Roma, subì le incursioni dei Visigoti di Alarico e, dopo una momentanea ripresa sotto il regno di Teodorico, le sorti negative di Roma e le successive incursioni barbariche portarono al suo abbandono. Le rovine della città furono interrate; l'unica costruzione che rimase sempre visibile fu il Capitolium, trasformato in ovile e chiamato "la casa rossa" per il colore dei suoi laterizi. 
 
Il teatro
La costruzione è originaria dell'età di Augusto ed è attribuita ad Agrippa, genero e potente ministro dell'imperatore. Inizialmente era capace di 3000 spettatori; alla fine del II secolo Commodo lo fece ricostruire portandolo ad una capacità di 4000 spettatori. 
Alla fine del IV secolo l'edificio fu ancora restaurato da Ragonio Vincenzio Celso. Il corridoio centrale d'ingresso fu rafforzato utilizzando basi di statue prese dal Piazzale delle Corporazioni, che era ormai in abbandono: in tale occasione Celso fece erigere una statua di Roma, il cui piedistallo sorge oggi dietro il ninfeo est. Il teatro venne inoltre adattato per spettacoli acquatici o "tetinimi". 
Nel 1927 furono ricostruite per intero quattro delle ventuno arcate del portico laterizio.