Santa Marinella: Storia

IL CASTELLO DI SANTA SEVERA
Il centro, ricordato con il nome greco di Pyrgoi “Torri” viene definito dalla letteratura antica come ‘porto’ di Cesare, come ‘città’ e come ‘metropoli’ dei pirati tirreni dai tardi commentatori dell’Eneide di Virgilio. Fù la sede di un importante santuario ove veniva venerata una divinità femminile, la greca Eileithyia, protettrice delle nascite o, secondo un’altra tradizione, con Leukothea, protettrice della navigazione. Colonia marittima romana nella prima metà del III sec. a.C., Pyrgi conservò la sua funzione portuale. Dalla Spianata dei Signori si accede al Piazzale delle Due Chiese, ampia corte rettangolare delimitata dal Battistero e la Chiesa dell’Assunta, da varie abitazioni e da un passaggio coperto che conduce al Cortile dell’Urna. Di fronte alla chiesa si apre la porta più antica, sulla quale sono ancora visibili i resti delle caditoie e delle feritoie collegabili al sistema di sollevamento dell’originario ponte levatoio. Nel Cortile, detto del Castello o Piazza d’Armi si affacciano alcune abitazioni e sono visibili una parte del lato meridionale del castello con una delle due torri circolari e la Torre Saracena, costruito nel XII secolo con la funzione di avvistamento e di controllo delle incursioni saracene. 
 
CASTELLO ODESCALCHI 
Il Castello Odescalchi, sorge sui resti dell’antica Punicum e della Villa di Ulpiano.
L’alta torre centrale fu fatta ereggere per proteggere il piccolo centro abitato che sorgeva intorno all’XI secolo, provvisto di un centro di culto costruito, come vuole la tradizione, da una comunità di monaci basiliani, devoti a Santa Marina, giovane martire cristiana, che dette il nome alla località.
Il Castello fu costruito nel XV secolo, inglobando l’antica torre cilindrica e reso più forte nel XVII sec. dalla costruzione dei bastioni.
 
I PONTI ROMANI
Nel territorio di Santa Marinella si conservano, ancora visibili, alcuni ponti della Via Aurelia, strada di collegamento tra Roma, l’Etruria costiera e la Liguria. Probabilmente fu fondata dopo le colonie marittime di Alsium, Pyrgi, Castrum Novum e Cosa, avvenuta tra il 273 e il 247 a.C. E’ probabile che la costruzione sia iniziata nel 241 a.C., anno in cui fu censore C. Aurelio Cotta. I resti dei ponti, edificati in età tardorepubblicana, conservano le tracce di successivi interventi di restauro e di rifacimento. Al Km 60,400 della via Aurelia si trova il “Ponte di Largo Impero”. Al Km 60,700, in un giardino di palme, è possibile vedere il “Ponte di Via Roma. Al Km 62,300 si trova il “Ponte delle Vignacce”. 
 
VILLA ROMANA DELLE GROTTACCE
Al Km 58,200 della via Aurelia, sul piccolo promontorio che da sul mare, si trovano i resti di una villa d’otium di età imperiale che in origine doveva occupare uno spazio di circa un ettaro e mezzo. La villa marittima viene identificata da molti studiosi di topografia antica come il luogo dell’antico porto di Panapione.
La zona residenziale, posta nei piani superiori, è completamente distrutta dall’erosione del mare e degli agenti atmosferici.La grande peschiera di fronte alla villa, articolato da una serie di vasche interne destinate all’allevamento di pesci e molluschi, collegata al mare tramite canali, oggi è sommersa. Le murature della villa ed i materiali cementiti recuperati nel corso degli scavi e nello specchio d’acqua antistante, fanno ipotizzare che le prime costruzioni risalgono alla metà del I sec. a.C. e che sia stata frequentata fino al VI sec. d.C.
 
VILLA DI ULPIANO 
Nella zona, dominata dal Castello Odescalchi, in epoca romana fu costruita una grande Villa Imperiale acquistata, agli inizi del III sec. d.C., dal giureconsulto Ulpiano. Le casuali scoperte archeologiche avvenute a partire dal 1838 hanno messo in luce gallerie, loggiati con fronte a mare, ambienti con pavimenti a mosaico e interessanti nuclei di statue decorative, copie di originali famosi nell’antichità. Oggi, presso il porticciolo di S. Marinella, a ridosso del Castello, sono visibili solo alcuni brevi tratti di murature in reticolato e laterizi, facenti parti delle mura di terrazzamento della Villa.
Le numerose sculture dovevano decorare i giardini ed un porticato o belvedere sul mare.
 
CASTRUM NOVUM
Colonia marittima romana, dedotta nel 264 a.C., fu fondata a difesa della costa settentrionale del territorio ceretano; forse ripopolata sotto Cesare, poiché viene ricordata nelle sue iscrizioni come Colonia Iulia Castronovana.
Posta sul mare al Km 64,000 della via Aurelia, tra Torre Chiaruccia e il Casale Alibrandi, si calcola che la sua estensione doveva raggiungere circa dodici ettari.
Gli scavi, iniziati a partire dal XVIII sec. portarono alla scoperta di strutture di età imperiale quali un teatro, la curia, un archivio, delle abitazioni, una strada suburbana con sepolcri, un’ara sacra ad Apollo e un acquedotto pubblico. Avanzi di strutture murarie in calcestruzzo e in opera reticolata e laterizia, pavimenti e fognature, sono visibili lungo la costa. Tra i frammenti architettonici e scultorei rinvenuti ricordiamo un erma di Aspasia velata, una piccola statua di Bacco, alcune statue di imperatori (Clodio Albino; Lucio Vero) e, a seguito della scoperta avvenuta nel 1778, l’interessante scrigno contenente 122 monete d’oro, databili nel I e II sec. d.C.
Materiali dell’età del ferro (IX sec. a.C.) e di epoca etrusca arcaica, documentano che il sito era già frequentato in epoca antecedente a quella romana e che il punto di approdo di Castrum Novum fosse già attivo in epoca etrusca.
 
CASTELLINA DEL MARANGONE
Al Km 67 della via Aurelia, a circa un chilometro dal mare, su di un colle denominato “La Castellina” alla sinistra del torrente Marangone, sorgeva un centro etrusco, a 130 metri sul livello del mare.
Sulla sommità del colle, si conservano i resti di un insediamento etrusco circondato da una muraglia che doveva raggiungere un perimetro di circa 700 metri. Le ricerche sul territorio portarono alla scoperta di un tratto di rete stradale interna e resti di edifici ad essa adiacenti.